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Luigi Cosenza, costruire con senso civico

Dalla Palazzina Cosenza al Mercato Ittico, un patrimonio che si rinnova

In occasione dei 120 anni dalla nascita dell’architetto Luigi Cosenza (1905–1984), si è tenuto a Napoli, nella suggestiva cornice del Museo Darwin Dohrn all’interno della Villa Comunale, il talk “Cosenza contemporaneo: un’eredità in dialogo”. L’iniziativa è stata concepita non come semplice celebrazione, ma come un’occasione di riflessione viva e rivolta al futuro sull’eredità culturale, professionale e civile di uno dei più importanti architetti italiani del Novecento.

L’evento si è aperto con i saluti istituzionali di Roberto Bassi, Presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn, che ha sottolineato il legame tra l’opera di Cosenza e alcuni luoghi simbolo della città, oggi oggetto di rinnovata attenzione culturale e scientifica. Ha preso poi la parola Andrea Maglio, Direttore del Centro interdipartimentale di ricerca per i Beni Architettonici e ambientali e per la Progettazione Urbana (BAP), che ha ricordato l’importanza del lavoro di Cosenza nella costruzione di un’identità architettonica moderna e radicata nel territorio. Stefano Fedele, Direttore di Open House Napoli, ha invece messo l’accento sulla necessità di rendere accessibile la cultura del progetto e la storia urbana attraverso strumenti di divulgazione e partecipazione.

Gli interventi tematici

Ad aprire la sessione di interventi è stato Pasquale Belfiore, Presidente della Fondazione Annali dell’Architettura e delle Città, che ha posto l’accento sulla necessità di far conoscere l’opera di Luigi Cosenza ai giovani progettisti, sottolineando come il suo approccio progettuale e il suo impegno civile rappresentino un modello di riferimento ancora oggi valido.

A seguire, l’attenzione si è spostata su alcune opere significative di Cosenza che sono state recentemente oggetto di progetti di recupero o trasformazione:

Il Mercato Ittico è stato analizzato da Andrea Pane, professore di Restauro dell’Architettura presso l’Università di Napoli “Federico II”, che ha illustrato il valore architettonico e documentario del complesso. È intervenuta anche Anna Scotto di Tella, RUP dell’intervento di valorizzazione, che ha fornito dettagli sui processi amministrativi e tecnici legati al progetto.

Per la Palazzina Cosenza, ex Centro di Formazione Lavoratori Edili, è intervenuta Roberta Vitale, Presidente di Formedil Napoli, che ha presentato i piani di riqualificazione e le nuove funzioni che l’edificio potrà ospitare in un’ottica di continuità con la sua vocazione formativa originaria.

La Facoltà di Ingegneria dell’Università di Napoli “Federico II” è stata oggetto dell’intervento di Luigi Stendardo, professore di Composizione Architettonica e Urbana presso il DICEA, che ha evidenziato l’importanza del linguaggio architettonico di Cosenza e la sua capacità di coniugare funzionalità e qualità spaziale.

Ampio spazio è stato dato al Museo Darwin Dohrn, ex Circolo della Stampa, attraverso la doppia testimonianza di Andrea Cosenza, architetto e responsabile del progetto di recupero, e Maria Cristina Vigo Majello, primo tecnologo del Dipartimento Conservazione Animali Public Engagement della Stazione Zoologica Anton Dohrn. I due relatori hanno raccontato l’intervento di trasformazione del complesso in un polo museale e culturale, esempio di sinergia tra patrimonio architettonico e innovazione scientifica.

Focus sull’edilizia pubblica

Un’importante riflessione è stata dedicata al tema dell’edilizia pubblica, da sempre centrale nell’opera di Cosenza. Paola Ascione, delegato del DiARC in Docomomo Italia, ha approfondito la visione sociale dell’architettura dell’autore, con particolare attenzione agli alloggi popolari progettati a Napoli e nel Mezzogiorno. Paola Marone, Presidente di Federcostruzioni, ha chiuso questa sessione con una riflessione sulla necessità di rileggere il patrimonio dell’edilizia pubblica del Novecento come risorsa per la rigenerazione urbana contemporanea.

Conclusioni

A chiudere l’incontro è stato Gianni Cosenza, Presidente di Clean Edizioni, che ha ricordato la figura del padre sottolineando l’attualità della sua lezione di integrità professionale, sensibilità urbana e responsabilità civile. Ha ringraziato i presenti e gli organizzatori per aver dato vita a un dialogo vivo, che guarda al futuro nel segno di un’eredità ancora fertile.

L’evento ha rappresentato un momento importante di confronto tra accademici, professionisti e istituzioni, con lo scopo di riscoprire il pensiero e le opere di Luigi Cosenza non solo come patrimonio, ma come stimolo per una nuova stagione di impegno civile e qualità del progetto urbano.

(A cura Area Comunicazione Formedil Napoli)